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All’istanza si allegano i seguenti documenti

 

All’istanza si allegano i seguenti documenti:

  • Decreto di idoneità sul adozione in Ucraina rilasciato dal Tribunale per i Minorenni della regione di residenza degli aspiranti genitori adottivi;
  • Relazione redatta dai Servizi Sociali, dalla quale risultano in particolare i loro dati anagrafici, lo stato di famiglia, la presenza dei figli naturali e/o adottati, le condizioni economiche ed abitative, ecc. (se la relazione viene redatta dall’ente non governativa, si allega la copia della licenza dell’Ente per lo svolgimento di tale attività);
  • Permesso rilasciato dall’autorità competente italiana di ingresso e soggiorno in Italia del minore adottato;
  • Certificato penale e di carichi pendenti per ciascun coniuge;
  • Impegno assunto dai candidati davanti allo Stato Ucraino di registrare il minore c/o l’Ufficio consolare dell’Ambasciata dell’Ucraina a Roma, presentare periodicamente le relazioni sull’andamento e l’inserimento del minore nell’ambiente socio-famigliare, rendere possibile le comunicazione tra il minore adottato e un rappresentante dell’Ufficio consolare e mantenere la cittadinanza ucraina del minore fino alla sua maggiore età;
  • Dichiarazione dei redditi percepiti per ciascun coniuge;
  • Certificato di matrimonio;
  • Certificato medico per ciascun coniuge;
  • Copia conforme del passaporto o di un documento di riconoscimento valido per ciascun coniuge.

I documenti sopraelencati (tranne il documento di riconoscimento o il passaporto) devono essere apostillati presso la Prefettura di competenza e successivamente tradotti in lingua ucraina. Le traduzioni possono essere effettuate in Italia ed ulteriormente vidimate presso l’Ufficio Consolare dell’Ambasciata dell’Ucraina a Roma o al Consolato Generale dell’Ucraina a Milano. Alternativamente, le traduzioni possono essere effettuate direttamente sul territorio Ucraino e vidimate da un notaio pubblico.

I documenti hanno validità di un anno a partire dalla data di emissione, se altro non è previsto dalla normativa del paese d’origine dei documenti. Si intende che i documenti delle famiglie italiane hanno validità durante tutta la procedura dell’adozione in Ucraina in conformità con le norme italiane.

I suddetti documenti, con allegate le relative traduzioni in lingua ucraina, vanno presentati al Centro per le Adozioni in Ucraina dei bambini d’Ucraina. Il Centro, dopo aver esaminato entro 20 giorni la documentazione presentata, registra gli aspiranti genitori adottivi come candidati all’adozione di uno o più minori ucraini e fissa l’appuntamento presso il Centro (gli aspiranti genitori adottivi arrivati senza fissare l’appuntamento non vengono ricevuti).

Inoltre, il Centro informa i candidati sui possibili abbinamenti con minori adottabili e rilascia il permesso all’accesso ad un istituto per scegliere un bambino e stabilire il contatto con il medesimo, restituendogli la loro documentazione rilegata, timbrata e firmata dal Presidente del Centro.

In caso in cui il Centro rifiuta la richiesta di registrazione dei candidati, il fascicolo degli aspiranti viene restituito agli stessi con le motivazioni di tale decisione redatte per iscritto.

La richiesta di adozione, formulata da entrambi i coniugi o da uno dei due coniugi con allegato assenso dell’altro, deve contenere il nome, il cognome, il patronimico, l’età, il luogo di nascita, le condizioni di salute del minore.

Tale richiesta deve essere tradotta in lingua ucraina, vidimata da un notaio pubblico dell’Ucraina e presentata c/o il Distretto della Pubblica Istruzione della località in cui risiede il minore.

Il Distretto della Pubblica Istruzione, dopo aver visionato la documentazione degli genitori adottivi aspiranti, produce una decisione relativa alla conformità dell’adozione in Ucraina ai soli interessi del minore. La decisione viene vidimata dal Presidente (Vice Presidente) dell’Amministrazione locale.

Per portare avanti la procedura di adozione in Ucraina del minore, con cui è stato stabilito un contatto, i candidati si rivolgono al Centro richiedendo un relativo permesso. Il Centro, dopo aver visionato entro cinque giorni la loro richiesta e la decisione del Distretto della Pubblica Istruzione, rilascia il permesso di addivenire la compiuta adozione e fissare l’udienza presso un Tribunale.

Qualora il Centro decidesse di non rilasciare tale permesso, emette le dovute motivazioni.

Se i candidati non sono riusciti a trovare un abbinamento con un minore presso l’istituto indicatogli dal Centro, possono richiedere al Centro il permesso di visitare un’altra struttura di tutela.

I candidati sono autorizzati di:

  • prendere conoscenza del fascicolo personale del bambino che intendono adottare;
  • fare gli esame medici addizionali presso l’azienda ospedaliera ucraina nazionale o comunale in presenza di un rappresentante dell’istituto.

L’adozione in Ucraina del minore ucraino da parte dei cittadini stranieri si conclude con il decreto emesso dal Tribunale provinciale (municipale) come previsto dalla normativa ucraina in vigore.

I genitori adottivi sono tenuti ad essere presenti durante la pronuncia della sentenza nonché a recarsi di persona all’istituto per portare via con sé il minore adottato.

L’adozione in Ucraina di un cittadino ucraino minore, residente in Italia, si effettua presso l’Ufficio consolare dell’Ambasciata dell’Ucraina a Roma e al Consolato Generale dell’Ucraina a Milano solo dopo aver ottenuto il permesso del Centro per le adozioni in Ucraina dei bambini dell’Ucraina. Il permesso del Centro si rilascia in base ai documenti elencati quanto sopra, in parte relativa all’adozione di un bambino ucraino, residente in Ucraina, da parte dei cittadini stranieri. Alla documentazione si allega inoltre la decisione dell’autorità consolare ucraina in merito alla conformità dell’adozione in Ucraina ai soli interessi del minore.

Se vengono violati i diritti del bambino, previsti dalle leggi dell’Ucraina e dalle convenzioni internazionali, oppure se adozione in Ucraina non corrisponde agli interessi del bambino stesso, adozione in Ucraina può essere annullata o riconosciuta priva di validità per le vie legali in conformità alla normativa ucraina.

E’ vietata qualsiasi attività intermediaria in campo sul adozione in Ucraina.

(Dipartimento delle adozioni e protezione dei diritti dei bambini del Mistero della Famiglia, della Gioventù e dello Sport d’Ucraina, Kyiv, via Esplanadna, 42).

In riferimento all’impegno assunto presso il Dipartimento delle adozioni in Ucraina e protezione dei diritti dei bambini dell’Ucraina davanti allo Stato Ucraino, i genitori adottivi si informano che il minore adottato deve essere registrato presso l’Ufficio consolare dell’Ambasciata dell’Ucraina entro un mese dopo l’arrivo in Italia.

Per la registrazione bisogna presentare al suddetto Ufficio consolare i seguenti documenti:

  • modulo di registrazione;
  • passaporto del minore adottato;
  • certificato di nascita pre-adottivo del minore;
  • certificato di nascita post-adottivo del minore;
  • sentenza emessa dal Tribunale dell’Ucraina;
  • certificato del passaggio della sentenza in vigore;
  • fotocopia dei passaporti dei genitori adottivi;
  • 2 foto del minore (formato tessera).

Si sottolinea che il suddetto impegno prevede la regolare trasmissione delle relazioni sull’andamento e l’inserimento del minore nell’ambiente socio-famigliare(modulo della relazione assieme ad alcune foto recenti. Si avvisa che per i primi tre anni dall’arrivo del bambino in Italia le relazioni vanno trasmessi annualmente dopo di ché, negli anni successivi, si possono trasmettere una volta ogni tre anni fino al raggiungimento della maggiore età del minore. Le relazione si trasmettono all’Ufficio consolare dell’Ambasciata dell’Ucraina in Italia per posta o tramite l’Ente autorizzata (le relazioni redatte in italiano devono essere tradotte nella lingua ucraina).

Ukraina Viaggi non fornisce nessuna facilitazione in pratiche adottive o vie alternative che non siano quelle istituzionali, ma solo un supporto logistico per tutti coloro che si recano in Ucraina per tali tematiche. La legge regola in modo rigido questa delicata tematica e per il deposito delle domande di adozione non e' prevista nessuna figura professionale in Ucraina. La legge Italiana prevede che le pratiche siano depositate da associazioni riconociute da CAI Italia.

Questa tematica e' recentemente venuta alla ribalta della discussione politica circa le adozioni in Ucraina. Il Codice Civile e della famiglia dell'Ucraina agli articoli 216 e 244 infatti vieta categoricamente di ricevere denaro in cambio di servizi svolti in tema delle adozioni. In pratica vieta ai cosidetti REFERENTI di ricevere denaro per il fatto di accompagnare le coppie negli uffici o agli incontri. (ст. 26 п.4)

Una commissione alla Verkhovna Rada (il Parlamento Ucraino) sta studiando una nuova norma per poter porre fine a tale mercimonio, spesso avallato anche da organizzazioni straniere. Infatti pare vengano anche chieste molte migliaia di euro (da parte di persone senza scrupoli) per delle pratiche e documenti che ne costano poche decine. E' allo studio anche la formazione di una rete capillare all'estero tramite i consolati per potere seguire direttamente nel territorio della coppia adottiva il prosieguo dell'iter ed il futuro del bambino.

Ukraina Viaggi si occupa di trovare la locazione a voi piu' congeniale (quando ancora siete in Italia) facendo risparmiare sino al 30% rispetto i prezzi correnti forniti dai Referenti. Il tutto sara' regolarmente documentato cosi' da poter permettere alla coppia di presentare documentazione ufficiale all'ente per le relative deducibilita'.

Disponiamo in catalogo di oltre 80 appartamenti a Kiev e collaboriamo con le principali agenzie del Paese per permettere di trovare la miglior locazione al miglior prezzo, in ogni momento ed in ogni luogo. La nostra agenzia puo' inoltre organizzare transfer verso altre citta' o consigliarvi (provvediamo noi all'eventuale acquisto) su mezzi alternativi all'automobile (con relativo autista) ad esempio come il treno.

La nostra pluriennale esperienza nel campo del turismo ci permette di organizzare al meglio qualsiasi richiesta applicando i relativi prezzi di mercato.

Qualsiasi sia la vostra scelta contattateci comunque per un preventivo... e' gratuito e vi fornira' un'idea precisa dei costi da sostenere.

Ci hanno riferito che alcuni enti hanno sconsigliato alle coppie di rivolgersi alle agenzie per prenotare appartamenti o servizi in quanto questo comporterebbe problemi per l'adozione. Nulla di piu' errato.... Anzi qualora dovesse capitare vi consigliamo di fare come una coppia che ha denunciato tutto alla Milizia e fatto arrestare sia la referente sia la direttrice dell'orfanotrofio per estorsione. 

Spesso accade che chi vuole speculare su questo business da milioni di euro induca le coppie adottive a esborsi finanziari cospicui con la scusa che in Ucraina vi e' una corruzione dilagante e che bisogna pagare molte tangenti. Non e' vero ! Ci sono si episodi di corruzione nella societa' civile e puo' capitare che una bottiglia di cognac regalata ad un addetto di un ufficio faccia si che la pratica abbia una via preferenziale, ma certo in UCRAINA NON SI VENDONO I BAMBINI !

Apostille necessarie per i documenti in Ucraina

Questa possibilità non esiste in via generale, ma è prevista solo per i cittadini provenienti dai Paesi che hanno sottoscritto la Convenzione dell'Aia del 5 ottobre 1961 relativa all'abolizione della legalizzazione di atti pubblici stranieri. Nel corso degli anni è stata ratificata e resa esecutiva da molti Stati e prevede che non sia necessario procedere alla legalizzazione dei certificati presso le autorità consolari, potendo la stessa essere sostituita dalla cosiddetta apostille (in italiano postilla). Questa è una specifica annotazione (prevede un timbro speciale attestante l'autenticità del documento e la qualità legale dell''Autorità rilasciante in luogo della legalizzazione) che deve essere fatta sull'originale del certificato rilasciato dalle autorità competenti del Paese interessato, da parte di una autorità identificata dalla legge di ratifica del Trattato stesso.

L'apostille, quindi, sostituisce la legalizzazione presso l'ambasciata. Ne discende che se una persona ha bisogno di fare valere in Italia un certificato di nascita e vive in un Paese che ha aderito a questa Convenzione non ha bisogno di recarsi presso l'ambasciata italiana e chiedere la legalizzazione, ma può recarsi presso l'autorità interna di quello Stato (designata dall'atto di adesione alla Convenzione stessa) per ottenere l'annotazione della cosiddetta apostille sul certificato. Una volta effettuata la suddetta procedura quel documento deve essere riconosciuto in Italia, perché anche l'Italia ha ratificato la Convenzione e quindi in base alla legge italiana quel documento deve essere ritenuto valido, anche se redatto nella lingua di un diverso Paese (al punto che dovrebbe essere sufficiente una normale traduzione che si può ottenere anche in Italia per essere fatto valere di fronte alle autorità italiane).

E' necessario precisare che la Convenzione riguarda specificamente l'abolizione della legalizzazione di atti pubblici stranieri tra i quali rientrano, per espressa previsione della stessa, i documenti che rilascia un autorità o un funzionario dipendente da un'amministrazione dello Stato (compresi quelli formulati dal Pubblico Ministero, da un cancelliere o da un ufficiale giudiziario), i documenti amministrativi, gli atti notarili, le dichiarazioni ufficiali indicanti una registrazione, un visto di data certa, un'autenticazione di firma apposti su un atto privato, mentre invece non si applica ai documenti redatti da un agente diplomatico o consolare e ai documenti amministrativi che si riferiscono a una operazione commerciale o doganale.

Ne consegue che la gamma di documenti per i quali si può superare l'esigenza di legalizzazione, mediante richiesta e annotazione della cosiddetta apostille direttamente da parte delle autorità interne dello Stato di provenienza, è amplissima e si tratta di documenti che normalmente riguardano i rapporti di parentela, legami familiari, ovvero tutte quelle situazioni che in buona sostanza interessano la quasi totalità degli immigrati.

Per i paesi che non hanno aderito alla Convenzione dell'Aja occorre la legalizzazione da parte della Procura e, inoltre, il visto da parte del Consolato dello Stato straniero in Italia (a pagamento). La legalizzazione delle firme non è necessaria per gli atti e i documenti rilasciati dalle seguenti Ambasciate e/o Consolati aderenti alla Convenzione Europea di Londra del 7 giugno 1968: Austria, Grecia, Malta, Portogallo, Svezia, Cipro, Irlanda, Norvegia, Regno Unito, Svizzera, Francia, Liechtenstein, Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Turchia, Germania, Lussemburgo, Polonia e Spagna.